Pasta

1. alimento costituito da un impasto a base di farina che, tagliato in varie forme, si cuoce e si mangia in brodo o asciutto: pasta alimentare, all’uovo; pasta lunga, corta; buttare, mettere giù la pasta; scolare, condire la pasta; pasta e ceci, pasta e fagioli; pasta al pomodoro, al ragù dim. pastina

2. ogni sostanza densa e plasmabile

3. carattere, natura, indole

L’incontro,
ovvero
di quando Sineglossa e l’artista Annaclara Di Biase sono andati a conoscere la pasta Luciana Mosconi

1. Prima
Quello che sapevo di un silo era la definizione della settimana enigmistica: deposito per cereali, quattro lettere.
Quello che immaginavo dei processi industriali era un insieme metallico di macchine e suoni freddi che tagliano e assemblano, tagliano e assemblano.
Quello che ricordavo della pasta fatta in casa erano le orecchiette di nonna rubate ancora crude per sentire il sapore dell’impasto.

2. Durante
Tutto comincia da un silo, questo enorme cilindro che accoglie quintali di grano.
Tutto prosegue con un gioco di magia. Il grano diventa invisibile, imbocca lunghi tubi che attraversano il soffitto, cade in un contenitore dove si mischia alle uova e quando torna visibile è diventato impasto.
L’impasto è di un giallo caldo, di un odore caldo che mi viene voglia di infilarci dentro le mani.
Gira, e mescola, e rimesta, senza fretta.
Solo quando è pronto si insinua tra due mattarelli che lo appiattiscono in una sfoglia sottile, che viene divisa in stringhe ancora più sottili, che vengono raggomitolate in un nido di tagliatelle.
La prima sorpresa è che mentre sto attenta a non fare niente che possa rompere la magia mi dicono che non solo posso prendere uno dei nidi, ma lo posso anche assaggiare.
L’impressione è di averlo rubato ancora crudo dal tavolo della cucina di nonna.
La seconda sorpresa è che il viaggio delle tagliatelle non si ferma su una lamina metallica e fredda. I nidi si posano su un telaio di legno e tessuto che assomiglia alla tela di un pittore.
Uno dopo l’altro, compongono un quadro.

3. Dopo
Mi dicono di buttare la pasta. Apro l’anta e trovo una confezione di tagliatelle Luciana Mosconi. Le guardo con una sensazione di familiarità, come se le conoscessi per nome. Conosco la loro storia, che inizia da un silo, continua in un forno e finisce tra le mani di chi ha composto quella confezione.
Ciò che era un prodotto è diventato materia viva con la quale creare una storia di arte e impresa.

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