“Ecce Luciana” finalista del premio CULTURA+IMPRESA

Sineglossa è finalista del Premio CULTURA+IMPRESA 2017/2018.

Nella shortlist Progetti culturali di impresa, c’è infatti Ecce Luciana, l’installazione site-specific che l’artista Annaclara Di Biase ha realizzato per il pastificio Luciana Mosconi.

Ecce Luciana è un progetto artistico di Sineglossa Creative Ground, dedicato al mondo dell’impresa, allo storytelling del prodotto e alla cultura aziendale,

Il premio CULTURA+IMPRESA, giunto alla quinta edizione, favorisce relazioni fattive tra il ‘Sistema Cultura’ e il ‘Sistema Impresa’, come azione strategica per il nostro Paese e per i nostri Territori, ed è a cura del Comitato non profit CULTURA + IMPRESA, promosso da Federculture e da The Round Table, in collaborazione con Fondazione Cariplo, Fondazione Italiana Accenture e Veronafiere e ALES.
culturapiuimpresa.ideatre60.it

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OPEN CALL “Cuore di Pietra” – workshop gratuito con Wu Ming 2 e Federico Clavarino per artisti under 35

Il pezzo di roccia che – staccandosi – è fuggito dagli Appennini milioni di anni fa, s’è fermato in riva al mare, di fianco alla spina dorsale d’Italia, come fosse un cuore di pietra: è il Monte Conero, l’unico promontorio che interrompe le spiagge sabbiose del mare Adriatico dal nord est alla Puglia.

L’obiettivo del progetto “Cuore di Pietra” è raccontare il Monte Conero attraverso la voce e l’immaginario dei giovani artisti, con la guida del fotografo Federico Clavarino e dello scrittore Wu Ming 2.

LA CALL SI RIVOLGE A SCRITTORI E FOTOGRAFI MAGGIORENNI UNDER 35; fra tutti i candidati saranno selezionati 20 artisti: 10 per il percorso di fotografia e 10 per il percorso di scrittura. Gli artisti selezionati parteciperanno a un’esperienza collettiva di esplorazione e narrazione del territorio del Parco del Conero, allo scopo di rileggere e restituire in chiave autoriale le sue unicità naturalistiche, paesaggistiche e antropologiche.
Il percorso di ricerca è articolato in un ciclo di soggiorni brevi all’interno dei confini del parco, ed è finalizzato alla produzione di contenuti artistici – fotografie e testi – destinati alla pubblicazione. La pubblicazione sarà curata da Skinnerboox, casa editrice specializzata in fotografia artistica contemporanea.

SCADENZA: 11 marzo 2018

Modalità di iscrizione:

Se siete scrittori o fotografi, maggiorenni e avete meno di 35 anni, potete candidarvi entro e non oltre l’11 marzo 2018, compilando i moduli di partecipazione a cui potete accedere qui sotto.

Fotografia – Percorso con Federico Clavarino: 
la selezione avverrà tramite portfolio; i soggiorni si terranno dal 13 al 15 Aprile e dall’11 al 13 Maggio 2018, con un evento finale nella giornata del 23 giugno. Scrittura – Percorso con Wu Ming 2: la selezione avverrà tramite un racconto edito o inedito a tema libero (max 15000 battute) o qualsiasi progetto narrativo di altro genere (documentario, radiodramma, reportage) che racconti un luogo o un territorio; i soggiorni si terranno il 6 Aprile, il 13 e 14 aprile, il 10 e 11 Maggio, il 31 Maggio 2018, con un evento finale nella giornata del 23 giugno.

Criteri di selezione
Sulla scorta dei contenuti presentati in sede di candidatura, la selezione sarà operata da una commissione composta da:
• Federico Clavarino, fotografo;
• Wu Ming 2, scrittore;
• Un responsabile designato dell’Ufficio Cultura del Comune di Ancona;
• Federico Bomba, direttore artistico del progetto per Sineglossa Creative Ground;
• Milo Montelli, fondatore e responsabile editoriale di Skinnerboox;

Il giudizio della commissione sugli elaborati e i portfolio è insindacabile.

LA PARTECIPAZIONE AI LABORATORI È GRATUITA; non è possibile candidarsi per entrambi i percorsi; è richiesta la partecipazione a tutti i moduli del percorso selezionato; l’alloggio in bungalow – da tre a cinque posti letto – è garantito dagli organizzatori ed è gratuito, viaggio e vitto sono invece a carico dei partecipanti.

Cuore di Pietra fa parte del progetto S.M. ART, promosso da Comune di Ancona, Sineglossa Creative Ground ed Ente Parco del Conero.

Artisti, partner e collaboratori:


Federico Clavarino nasce a Torino, nel 1984, dove studia letteratura e scrittura. Nel 2007 studia fotografia documentaria presso la Blank Paper Escuela di Madrid, dove attualmente insegna. Ha pubblicato, fra gli altri The Castle (2016, Dalpine), Italia o Italia (2014, Akina Book, Ukraina Pasport (2011, Fiesta Ediciones) e dal 2011 le sue fotografie sono esposte nelle gallerie di tutta Europa. Definisce il suo lavoro come “proveniente da problemi di collocazione nello spazio e nel tempo”. federicoclavarino.com

Wu Ming 2 è Giovanni Cattabriga, uno dei membri fondatori del collettivo di autori Wu Ming. Fin dall’esordio, nel 1999, con la pubblicazione di Q, ( firmato Luther Blissett) – Wu Ming ha segnato e continua a segnare profondamente il linguaggio letterario della contemporaneità in Italia.
Si è occupato di (psico)geografia, territorio e narrazioni in diversi articoli e saggi, e in modo particolare nel Ciclo dei Sentieri, quadrilogia narrativa di cui sono usciti due titoli: Il sentiero degli dei (2010) e Il sentiero luminoso (2016). wumingfoundation.com

Skinnerboox è una casa editrice indipendente focalizzata sulla fotografia artistica contemporanea. Attraverso un’estetica essenziale, raccoglie e diffonde le visioni dei più significativi fotografi contemporanei attivi in ambito internazionale. A settembre 2016, Skinnerboox ha partecipato alla Printed Matter’s Art Book Fair presso il MoMA di New York. skinnerboox.com

Sineglossa Creative Ground, che cura il progetto, è un’organizzazione formata da artisti, sociologi e comunicatori che applica i processi delle creazioni artistiche contemporanee per rispondere al bisogno di innovazione delle comunità e degli enti pubblici. Coniuga linguaggi artistici, metodologie creative e tecnologie digitali per valorizzare territori, percorsi di viaggio e luoghi culturali. www.sineglossa.it

Per saperne di più scrivi a info@sineglossa.it

 

 

Formazione

formazióne s. f. 1. L’atto, il modo di formare;
più spesso, il processo del formarsi, riferito a strutture fisiche, materiali; 
in usi fig., riferiti allo sviluppo psicofisico e intellettuale della persona, o, con senso attivo, all’educazione civile, spirituale e morale, o alla preparazione e all’addestramento specifici; con uso assol., l’età, il periodo della f., dello sviluppo fisiologico e psichico; anche il risultato, cioè l’insieme delle conoscenze e della cultura acquisite in un determinato settore specifico

Siete forse fra coloro che svolgono un lavoro che non esisteva ancora ai tempi in cui andavano a scuola? E quanti di voi, frequentando un liceo, si saranno sentiti dire che “apre la mente”?
Posso permettermi di rispondere “io sì” a entrambe le domande.

Da classicista (che da grande voleva tanto scrivere) prestata all’universo turbinoso dell’impresa 4.0 e delle start-up, voglio riappropriarmi del concetto – abusato e ripetuto fino allo sfinimento in un’affermazione un po’ stereotipata (il liceo apre la mente) e ribadire il sacrosanto e inestimabile valore di una mente aperta ed allenata alla flessibilità, specialmente quando parliamo di formazione e lavoro 4.0.

La percentuale di studenti che fra 10, 15 o 20 anni svolgeranno professioni che ora – nel 2017 – non esistono, si attesta attorno al 65%: quali percorsi formativi si possono offrire a questi ragazzi? Non possiamo instradarli a cuor leggero sulla via della formazione tecnica, incrociare le dita e sperare che la conoscenza di Java li metta al riparo dal futuro incerto. Perché l’unico progetto formativo che può rappresentare – per loro e per noi – un riparo dal futuro incerto, non può prescindere da una solida, coerente e condivisa cultura di base.
Mano a mano che il sistema lavorativo viene integrato – sempre più rapidamente – dalle scoperte scientifiche e tecnologiche, ci rendiamo conto che la competenza imprescindibile del lavoratore del futuro sarà l’attitudine a imparare cose nuove. Stiamo parlando di un sistema flessuoso di saperi in cui ambiti diversi di conoscenza si contaminano l’uno con l’altro; un sistema che garantisce le condizioni necessarie alle persone per innovare se stesse e le proprie capacità. Diciamo addio – forse per sempre? – all’estrema formazione specialistica.

Il lavoratore 4.0 avrà “una mente singolarmente aperta all’influsso delle circostanze” – questa è la descrizione che lo storico Edward Armstrong fa di Lorenzo De’ Medici -: un vero Uomo del Rinascimento, capace di mettere Scienza, Tecnica, Arte e Politica al servizio del saper fare.

Nicoletta Franchini

Per approfondire (e continuare a farsi domande):

Luca De Biase: Sui banchi per studiare cultura dell’innovazione – da Il Sole 24 Ore, 14 Ottobre 2017

Massimo Temporelli: Diventa ciò che sei. Impara a rispondere “Non dirmi cosa posso e non posso fare” da Centodieci, 21 Agosto 2017

Salvo Intravaia: Ivano Dionigi: “Si punti su chi coniuga scienza e cultura umanistica” – da La Repubblica, 17 Gennaio 2017

The Future of Jobs and Skills – report 2016 del World Economic Forum

 

 

 

Pasta

1. alimento costituito da un impasto a base di farina che, tagliato in varie forme, si cuoce e si mangia in brodo o asciutto: pasta alimentare, all’uovo; pasta lunga, corta; buttare, mettere giù la pasta; scolare, condire la pasta; pasta e ceci, pasta e fagioli; pasta al pomodoro, al ragù dim. pastina

2. ogni sostanza densa e plasmabile

3. carattere, natura, indole

L’incontro,
ovvero
di quando Sineglossa e l’artista Annaclara Di Biase sono andati a conoscere la pasta Luciana Mosconi

1. Prima
Quello che sapevo di un silo era la definizione della settimana enigmistica: deposito per cereali, quattro lettere.
Quello che immaginavo dei processi industriali era un insieme metallico di macchine e suoni freddi che tagliano e assemblano, tagliano e assemblano.
Quello che ricordavo della pasta fatta in casa erano le orecchiette di nonna rubate ancora crude per sentire il sapore dell’impasto.

2. Durante
Tutto comincia da un silo, questo enorme cilindro che accoglie quintali di grano.
Tutto prosegue con un gioco di magia. Il grano diventa invisibile, imbocca lunghi tubi che attraversano il soffitto, cade in un contenitore dove si mischia alle uova e quando torna visibile è diventato impasto.
L’impasto è di un giallo caldo, di un odore caldo che mi viene voglia di infilarci dentro le mani.
Gira, e mescola, e rimesta, senza fretta.
Solo quando è pronto si insinua tra due mattarelli che lo appiattiscono in una sfoglia sottile, che viene divisa in stringhe ancora più sottili, che vengono raggomitolate in un nido di tagliatelle.
La prima sorpresa è che mentre sto attenta a non fare niente che possa rompere la magia mi dicono che non solo posso prendere uno dei nidi, ma lo posso anche assaggiare.
L’impressione è di averlo rubato ancora crudo dal tavolo della cucina di nonna.
La seconda sorpresa è che il viaggio delle tagliatelle non si ferma su una lamina metallica e fredda. I nidi si posano su un telaio di legno e tessuto che assomiglia alla tela di un pittore.
Uno dopo l’altro, compongono un quadro.

3. Dopo
Mi dicono di buttare la pasta. Apro l’anta e trovo una confezione di tagliatelle Luciana Mosconi. Le guardo con una sensazione di familiarità, come se le conoscessi per nome. Conosco la loro storia, che inizia da un silo, continua in un forno e finisce tra le mani di chi ha composto quella confezione.
Ciò che era un prodotto è diventato materia viva con la quale creare una storia di arte e impresa.