Ecce Luciana

ECCE LUCIANA – la pasta diventa opera d’arte

“Le aspettative non sono state rispettate. Siamo andati oltre le aspettative”. Con queste parole Marcello Pennazzi, AD del pastificio Luciana Mosconi, commenta l’intervento Art&Business Ecce Luciana, ideato e condotto dall’organizzazione marchigiana Sineglossa Creative Ground e ospitato dalla Mole di Ancona nel corso di A+B=Love(?), il primo festival italiano dedicato alla relazione tra arte e impresa.

L’intervento Ecce Luciana è stato sviluppato con la finalità di incidere su due ambiti vitali per la produttività di un’impresa: lo storytelling del prodotto e la cultura aziendale. Se la capacità degli artisti di incidere sulla comunicazione esterna di un’azienda è ormai assodata, la relazione tra arte e cultura aziendale sembra meno evidente: cosa può fare un artista per implementare l’universo valoriale di un’azienda?

La risposta a questa domanda risiede nel processo che conduce alla creazione di un’opera d’arte. Un artista prende le mosse da un concetto universale – l’amore, la guerra, la memoria… – e filtrandolo attraverso la propria visionarietà lo trasforma in un prodotto unico e innovativo. Applicare lo stesso processo all’impresa stimola i dipendenti a far propri i valori che rappresentano la cultura aziendale, favorendone il senso di appartenenza.

È quanto è accaduto ai dipendenti di Luciana Mosconi, il pastificio marchigiano primo in Italia nel settore della pasta secca all’uovo e secondo brand assoluto del mercato.

La cultura aziendale della Luciana Mosconi è rappresentata da tre valori che identificano le qualità tanto della pasta quanto dell’azienda stessa:

Ruvida, nel senso di scabra, ma anche di autentica e non sofisticata;

Tenace, nel senso di resistente, ma anche di resiliente e combattente;

Marchigiana, vale a dire ruvida e tenace, ma anche rappresentativa di un territorio che tiene i piedi radicati nella tradizione e lo sguardo rivolto all’innovazione.

È proprio a partire dall’universo valoriale della Luciana Mosconi che Sineglossa ha modellato l’intervento sulle caratteristiche dell’azienda e selezionato l’artista che meglio potesse interpretarle: Annaclara Di Biase, artista visiva marchigiana.

L’incontro tra artista e azienda ha rappresentato la prima fase dell’intervento: la Luciana Mosconi ha accolto nella propria sede Annaclara e i rappresentanti di Sineglossa, accompagnando il team di Ecce Luciana attraverso le fasi del processo produttivo che dalla materia prima porta alla confezione finale della pasta.

La seconda fase dell’intervento è stata ospitata da un prestigioso contesto artistico: la mostra di scultura contemporanea Ecce Homo, presso La Mole di Ancona. Dipendenti e collaboratori della Luciana Mosconi sono stati coinvolti in un workshop sulla cultura aziendale: divisi in squadre, i partecipanti sono stati chiamati a individuare le sculture che meglio rappresentassero le parole Ruvida, Tenace e Marchigiana.

Secondo la percezione di Marcello Pennazzi, il workshop si è rivelato innanzitutto “un momento di forte aggregazione”: “Non è mai banale realizzare un progetto che rende tutti felici di partecipare, e al tempo stesso capita raramente di fare squadra attraverso iniziative che non siano legate strettamente al lavoro”.

L’approccio ludico e interattivo ha inoltre stimolato i partecipanti ad affidarsi al proprio intuito e alla propria creatività, elaborando un punto di vista personale sui valori aziendali: “I miei collaboratori hanno vissuto il prodotto in maniera diversa perché sono stati stimolati a respirarlo in maniera diversa rispetto a come lo vivono quotidianamente”.

A partire dagli stimoli visivi ricavati nel corso della visita in azienda e dai racconti prodotti dai partecipanti al workshop, Annaclara Di Biase ha realizzato sei installazioni – accompagnate da testi critici dedicati – la cui materia prima è costituita dallo stesso prodotto aziendale: la pasta.

Le opere sono state installate all’interno della mostra Ecce Homo, in dialogo con le sculture in esposizione, e presentate al pubblico e agli stakeholders della Luciana Mosconi nel corso di un vernissage che ha contribuito a raccontare l’azienda tanto ai diretti interessati quanto ai cittadini: “Comunicare un prodotto di mass market è un’operazione complessa, e trovare un canale che ti differenzi in maniera significativa è un plus notevole. Ciò che mi ha convinto a realizzare questo progetto è che si trattava di un’iniziativa per la mia città”.

Un incontro tra Arte e Impresa che ha quindi prodotto i risultati auspicati: perché?

Dal punto di vista dell’Arte, perché l’artista ha interpretato l’intervento come un contesto di ricerca. “Se avessimo incontrato un artista più avaro il progetto non sarebbe riuscito”, sottolinea Pennazzi. “Annaclara ha vissuto e metabolizzato il nostro prodotto, dando una lettura personale di una storia e di un racconto reali”.

Dal punto di vista dell’Impresa, perché l’azienda si è affidata al team, senza pretendere di controllare un processo creativo: “Bisogna lasciare le persone libere di lavorare. Volevo essere stupito e sono stato stupito.”

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(foto di Giacomo Mancini)

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